È in vigore il Decreto Rilancio

È in vigore il Decreto Rilancio. La scorsa settimana il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio, ha l’obiettivo di incentivare la ripresa economica del nostro Paese, grazie alla cessione di 55 miliardi di euro. In questo articolo, vedremo come ed in che termini è possibile usufruirne per intraprendere la strada dell’energia sostenibile e rinnovabile.

Quale settore coinvolge il Decreto Rilancio?

Le misure disposte prevedono un ecobonus del 110% per le spese sostenute in maxi interventi edilizi comprensivo di installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo. Potranno beneficiarne persone fisiche che non esercitano attività professionale o d’impresa: per singole unità abitative, adibite a prima casa, o condomini, l’ ecobonus incrementa al 110% l’aliquota di detrazione spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, con riferimento alle spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021 prevedendo al tempo stesso la fruizione della detrazione in 5 rate di pari importo.

Si specifica inoltre che che il contribuente avrà la possibilità di optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

L’ecobonus per il fotovoltaico

L’ installazione di un impianto fotovoltaico connesso alla rete beneficia a pieno titolo della detrazione fiscale al 110%, se in combinazione con uno dei tre interventi trainanti o di sicurezza antisismica dell’edificio. Si parla di un massimo complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000, e comunque entro il limite di € 2.400 per kW di potenza nominale dell’impianto. Qualora invece l’installazione non fosse abbinata a un intervento trainante, ma a lavori di ristrutturazione o nuova costruzione, il tetto di spesa per il fotovoltaico si abbassa a € 1.600 per kW di potenza nominale.

Altre condizioni di applicabilità

La detrazione non è cumulabile con altri incentivi pubblici e altre forme di agevolazione. In più l’agevolazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata in sito. Nel testo ministeriale si richiede inoltre che l’operazione consenta un aumento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se ciò non è possibile, il raggiungimento della classe energetica più alta. Per questo motivo, sarà richiesto di dimostrare l’attestato di prestazione energetica (APE).

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